Monza San Biagio

Progetto di via Appiani, MonzaCome riportato nel testo “Monza e i suoi tram” a cura di Paolo Zanin l’immobile è stato adibito a rimessa e fermata della linea tramviaria Cusano – Carate Brianza. La linea di trasporti fu gestita dalla Lombardy Road Railways Society. Il collegamento però non durò a lungo, circa trent’anni, dopodiché venne soppresso. La sulla cartografia contenente il Progetto per via Volta di Monza redatto da Giovanni Bergomi testimonia come nel 1886 questo tratto non era ancora stato edificato, ne consegue che venne necessariamente costruito per soddisfare le esigenze connesse al nuovo sistema di trasporto pubblico.
Il prospetto ambisce al riguardo verso le origini e le peculiarità, evocando per quanto possibile e in modo discreto, la notevole tecnologia che, per quei tempi, esso ospitava.

Le moderne teorie del restauro indicano infatti supertao e scorretto la mimesi o. essa, infatti potrebbe condurre in errore l’osservatore meno esperto che potrebbe non essere in grado di distinguere la porzione di recente costruzione da quella storica. La logica del restauro contemporaneo vieta il falso in ogni ambito artistico in pittura come in architettura. Da qui l’esigenza di un linguaggio contemporaneo che però risulti armonico nell’inserimento nel contesto storico. )

 

Progetto di via Appiani, MonzaIn coerenza con quanto sopra esposto si ritiene doveroso riportare alla luce, per quanto sarà possibile, ciò che rimane della struttura originaria: la colonna in ghisa che, come si evince dal prospetto in progetto, scandisce in due porzioni la facciata. Essa non ha solo valenza di carattere estetico, ma è tutt’ora appoggio della trave del tetto del corpo di fabbrica che affaccia sulla corte interna e su Mosè Bianchi. In pianta è anche punto in cui si uniscono due linee ad inclinazione differente. Le stesse inclinazioni si ritrovano nella copertura. La pianta è stata appositamente ricalibrata nella volontà da un lato di poter posizionare la colonna in facciata e dall’altro di creare un disegno segnato dal rigore geometrico.

Il disegno delle aperture in pianta è stato appositamente studiato con l’intento di ricalibrare la posizione della colonna, fornendo un ritmo alla facciata in grado di conferire alla stessa la maggior pulizia possibile. Operazione non semplice essendo in pianta la colonna anche il punto in cui si uniscono due linee ad inclinazione differente, come poi si ripercuotono nella copertura.

Progetto di via Appiani, MonzaPrincipio ordinatore del prospetto di progetto è stato ricreare delle partiture compositive semplici e chiare, impiegando materiali legati alla tradizione locale e dell’edificio in particolare, ma non in modo invasivo per non creare ambiguità sulla natura dello stesso. Per tale motivo si ritiene improprio l’uso del mattone, che trasforma l’aspetto dell’edificio in quello di un rustico con fienile, mentre appare molto più appropriato l’uso della beola, che è presente nei davanzali e in alcuni inserti dei rivestimenti che caratterizzano l’immobile, come avviene per le finestre del prospetto su via Volta e via Mosè Bianchi. Inoltre il colore freddo della pietra ben si armonizza con la presenza della ghisa e dei materiali in ferro che connotavano le costruzioni dell’epoca in cui l’immobile è nato. I parapetti, in vetro trasparente, concedono l’immagine meno alterata dell’immobile, La facciata armonizzerà il proprio colore con quello dell’intonaco esterno esistente.

Si ritiene cha quanto proposto non si discosti dagli interventi di ristrutturazione limitrofa e che salvaguardi l’attenzione nei confronti di un oggetto della memoria cittadina

Progettazione
Raffaella Rosanna Ferrara, Giusi Bisicchia

Rendering
Stefano Amici

Consulenze

PM ingegneria Dario Parravicini, Luca Mancinelli, Strutture