Cederna

Cederna nasce agli inizi del ‘900, grazie all’insediamento del cotonificio su un territorio a carattere agricolo, punteggiato da ville e cascine.

Similmente al modello di Crespi d’Adda, si sviluppa un quartiere operaio, dagli standard sociali avveniristici in materia di servizi alla persona, di istruzione, di attività culturali, ricreative e sportive. Venuta a mancare negli anni ’80 la produzione, con il suo apporto sociale identificativo del quartiere, si è innescato un lento ma progressivo processo di degrado urbano.

Il progetto legge questa porzione di città come un cuore che si è arrestato, cui è necessaria una terapia d’urto per ripartire.




Cederna
La ciminiera, epicentro visuale del complesso e valorizzata da un sistema di fasci luminosi, infonde onde concentriche di energia vitale in aree in cui sperimentare la nuova cultura della comunicazione con tecnologie innovative e dinamiche di interazione.

Così una panchina, attivando sensori tattili, diventa lo strumento attraverso cui trasmettere suoni, emozioni, ricordi; le pareti a est divengono schermi su cui proiettare e, la facciata ovest, tramite LEDs trasparenti, si trasforma, di notte, in una lanterna luminosa controllata da un sistema informatico in grado di creare pattern sempre differenti che reagiscono ai movimenti degli utenti del giardino e della piazza.

Cederna Il progetto, riattivando anche il cuore energetico del quartiere, ricorre ad un attento uso delle risorse energetiche per un corretto contenimento dei consumi. L’energia prodotta dal sole viene catturata da pannelli fotovoltaici collegati alla rete elettrica; il teleriscaldamento, già disponibile in Monza, per il riscaldamento e raffrescamento, consente una maggiore efficienza rispetto ai metodi tradizionali; il recupero delle acque piovane per gli impianti sanitari e l’irrigazione delle aree verdi consente minor dispendio di un bene oggi prezioso.

Pensilina ingresso CedernaSono state individuate, inoltre, strategie passive al fine di contenere l’impatto del progetto, come la ventilazione naturale adottata per diminuire il surriscaldamento delle facciate del centro socio culturale, l’orientamento ottimale delle coperture e delle facciate e l’uso di materiali bio-compatibili ad alta prestazione termica.

Il passato, per il quartiere fonte di cultura, progresso e riscatto sociale è presente in citazioni continue: la Copertura centro ciminiera, campanile laico verso il quale muovono gli abitanti, il restyling della pensilina di accesso allo stabilimento e del locale macchine, il riutilizzo delle colonne in ghisa come elementi di arredo urbano e la piazza tematica, nuova versione del vecchio teatro sociale, sono tutti elementi che vogliono mantenere la memoria storica del quartiere. Il museo viene concepito come installazione in evoluzione e flessibile. Postazioni informatizzate consentono sia di prelevare dati sia di trasferire memorie e ricordi. Tramite le immagini e l’interazione con gli oggetti accadono eventi e appaiono scenari in continuo divenire.

Rendering in rosso

La Piazza di Cederna

Cederna Piazza