| Cederna |
| luned́ 17 settembre 2007 | |
Cederna nasce agli inizi del '900, grazie all'insediamento del cotonificio su un territorio a carattere agricolo, punteggiato da ville e cascine. Similmente al modello di Crespi d'Adda, si sviluppa un quartiere operaio, dagli standard sociali avveniristici in materia di servizi alla persona, di istruzione, di attività culturali, ricreative e sportive. Venuta a mancare negli anni '80 la produzione, con il suo apporto sociale identificativo del quartiere, si è innescato un lento ma progressivo processo di degrado urbano. Il progetto legge questa porzione di città come un cuore che si è arrestato, cui è necessaria una terapia d'urto per ripartire. La ciminiera, epicentro visuale del complesso e valorizzata da un sistema di fasci luminosi, infonde onde concentriche di energia vitale in aree in cui sperimentare la nuova cultura della comunicazione con tecnologie innovative e dinamiche di interazione. Così una panchina, attivando sensori tattili, diventa lo strumento attraverso cui trasmettere suoni, emozioni, ricordi; le pareti a est divengono schermi su cui proiettare e, la facciata ovest, tramite LEDs trasparenti, si trasforma, di notte, in una lanterna luminosa controllata da un sistema informatico in grado di creare pattern sempre differenti che reagiscono ai movimenti degli utenti del giardino e della piazza. Sono state individuate, inoltre, strategie passive al fine di contenere l'impatto del progetto, come la ventilazione naturale adottata per diminuire il surriscaldamento delle facciate del centro socio culturale, l'orientamento ottimale delle coperture e delle facciate e l'uso di materiali bio-compatibili ad alta prestazione termica.Il passato, per il quartiere fonte di cultura, progresso e riscatto sociale è presente in citazioni continue: la |